M.IS.BACK.M.IS.ANGRY.

vuoto. come ME in questo momento… non provo niente, forse non voglio provare niente. apatia del cazzo? no, credo che l’apatia in fondo non sia peggio di tanti altri sentimenti. certo, sicuramente non provi niente di forte, niente che ti cambierà. ma hai il tempo di pensare. di isolarti dal mondo, anche se sai che c’è gente nella tua casa, intorno a te, e non pensare più a niente. ascoltare musica e farsi condizionare dall’atmosfera della canzone. farsi mille idee su cosa si ha fatto, su cosa si vuole fare e su cosa si farà. pensare. pensare, pensare, pensare. distendersi, spesso davanti a un computer, a un display che non intende ciò su cui riflettiamo. fissare un punto vuoto o scarabocchiare pensando a tutto. alla frase di una canzone, a cosa avrei fatto se fossi stata qualcun altro a cosa non avrei fatto. a chi odio, a chi mi sta simpatico, a chi è veramente figo e a tante altre cose. pensare ai massimi sistemi come ai teletubbies. stare su messenger ma fregarsene di chi è in linea o di chi non c’è. Pensare che per i miei è uguale stare su messenger e stare al computer, e che tanto pensano che probabilmente io stia chattando con una delle mie amiche. Pensare che avevo voglia di ascoltare una canzone del mio adorato snoop dogg ma che, porca miseria, mi sono scordata di metterla sull’ ipod. Pensare che sono un idiota e che se sono sul computer posso semplicemente aprire itunes. Penso che lo farò. Fatto. Penso che mi andrò a comprare un labello nuovo. PENSO CHE PRESTO STRIPPERò SE ITUNES SI CONTINUA A CHIUDERE SENZA IL MIO PERMESSO!

Penso.

Penso a quanto sia inutile pensare.

Pernso che spesso penso cose veramente intelligenti e che potrei scrivere un libro di riflessioni, ma quando ripenso ai miei pensieri cambiano forma, i margini si sfumano, sempre meno definiti e alla fine nn mi ricordo mai a cosa stavo pensando. Penso spesso ai ricordi. Ricordo. Ma che senso ha ricordare? Ci sono ricordi così belli che mi fanno passare la voglia di sforzarmi adesso, ricordi tremendi, situazioni imbarazzanti, ridicole, di agitazione, di complicità, situazioni fantastiche che spero tanto si possano ripetere. Con la mia famiglia. Tanti. Bellissimi. Con i miei compagni di classe. Quelli buoni sono pochi, ma veramente buoni. Con i miei amici. I miei amici che per me sono tutto. I miei amici che per me sono l’accento su una parola piana. Gli amici che per me sono il vento che soffia sopra la superficie liscia del mare e la ncrespa fino a formare le onde. Quella sensazione che ti fa sentire pieno come un uovo. Perché se tutto a scuola e in famiglia è perfetto non è niente senza la felicità e il relax che trovo quando sono con le persone che per fortuna per me non sono semplici conoscenze. Penso che gli amici per me hanno fatto, faranno e stanno facendo tuttora tanto, smplicemente con la loro presenza. Alcuni in particolare. Altri un po’ meno. Altri invece che ritenevo amici non si sono alla fine dimostrati all’altezza dell “incarico”. Perché io credo che tra amici ci debba essere la FIDUCIA. Fiducia che da parte di alcuni non c’è stata. Ho mille pare, sono strana, sono lunatica e originale, ciò non significa che non mi accorgo dei comportamenti di chi ho attorno. Ho la testa nelle nuvole ma non per certe cose. Mi rendo conto quando la mia pazenza ha raggiunto il limite. Quando una goccia ha fatto traboccare il vaso. Quando era stato quel vaso, in questo caso la mia cara testolina, a incassare colpi, a fare tanto perché un rapporto con una persona che pensavo essere più di un conoscente rimanesse saldo nonostante costanti scosse di terremoto alla base, alle fondamenta della nostra amicizia. Però anche se molti urti vengono attutiti alla fine “la pulce salta all’orecchio”. “ma cosa stai qui a fare? A prenderci sotto tutte le volte che questa ha uno sbalzo d’umore? A incazzarti e poi fare finta di niente? Cosa ci guadagni? Ebbene si, come la scorsa volta, una delusione.” è vero. Non è la prma volta. È proprio per questo che dovrei essermene accorta da un po’. La verità alla fine è che me ne ero accorta ma sei così menefreghista che probabilmente invece di ascoltarmi avresti detto “si, si..” e saresti andata via con qualcun’altro. Perchè è scomoda la verità, no? Perché sei troooppo superiore per ascoltare qualcuno che osa dirti che non hai ragione. Perché è vero. Non puoi sempre avere ragione! Renditi conto che gli altri non sono al tuo servizio! Non hai il joystick e non puoi comandarli! Non puoi corromperli per fare quello che vuoi tu e non puoi nemmeno comendargli cosa dire! NESSUNO, NESSUNO è QUI PER SERVIRTI O OBBEDIRTI. Perché le bimbe viziate non mi piacciono. Non ci piacciono. Se vuoi qualcosa, lotta per quello che vuoi. Se vuoi l’amicizia, o qualcosa di più, se la vuoi riconquistare, dì scusa e per una volta metti da parte l’orgoglio. Se ti rendi conto di essere nel torto, non vergognarti a dirlo. Non devi certo fare una pubblica amenda la notte di natale, basta un “mi dispiace”, “ho sbagliato io”. La semplicità è tutto. Anche quella dei sentimenti. Quella che ti rende meno incagabile, snob e orgogliosa. Quella che ti riesce a far notare che sei nella condizione che ti sei voluta creare, che hai contribuito a creare o che ti sei cercata. E una volta ottenuto quello che vuoi, sorridi. Ringrazia chi ti ha aiutato. Perché da te non ho mai ricevuto un grazie. Ma peggio: non ti ho mai sentito dire che sei felice. Uno fa ciò che è in suo potere, ascoltarti, nonostante questa cosa dell’ascoltare non sia MAI MAI MAI reciproca, accompagnarti in giretti insulsi, ritagliandosi mezz’ora per staccare e per il piacere di fare un favore a un’amica, per vedere se si tira su, e pensa che per lei è un brutto momento, che ne passo anche io, e nonostane dei miei non gliene freghi niente l’aiuto perché le voglio bene. Uno fa quanto in suo potere per farti felice e per vederti sorridere , ma, TUTTE LE VOLTE, appena finita una balla, ne comincia un’altra. E NON TI MERAVIGLIARE SE LE PERSONE OGNI TANTO TI RISPONDONO DI MERDA!

Pubblicato in: on Maggio 21, 2008 at 9:32 pm Lascia un Commento

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